Brand e personal brading

Cosa si intende per brand o marca?

Oggi, quando si nomina la parola Brand ci si riferisce ad una serie di elementi distintivi che incarnano l’identità, l’immagine che differenziano un’azienda / prodotto/ servizio sul mercato.

Se volessimo affidarci alla traduzione letteraria del termine dall’inglese, la parola brand si tradurrebbe con “il marchio’, tuttavia oggi il suo significato va ben oltre.

È importante sapere che la parola marchio fa riferimento ad un insieme di tratti grafici, nomi, slogan.

La parola marca indica quello che noi definiamo Brand, ovvero un insieme di concetti astratti che fanno riferimento all’identità di un’azienda, una promessa che l’azienda fa al consumatore in termini di soddisfazioni di uno specifico bisogno.

All’interno della marca troviamo il marchio, come elemento visivo che ne rappresenta l’identità.
Il branding è l’azione che racchiude l’insieme di attività strategiche e operative che continuamente contribuiscono alla costruzione della marca.

È importante comprendere che Brand non vuol dire Azienda, in quanto l’azienda è una struttura fisica composta da beni e risorse materiali e immateriali.

Il brand o marca rientra fra le risorse intangibili di un’azienda ed oggi ha acquisito a tutti gli effetti un valore finanziario che non viene inserito nel bilancio aziendale, ma a tutti gli effetti può generare un valore economico.

Un’azienda può possedere più brand. Il valore di marca chiamata Brand Equity rappresenta il valore di un marchio, frutto della percezione e delle esperienze dei consumatori con il marchio stesso.

Prada S.p.A. è una holding italiana proprietaria di 5 Brand.

Ogni brand ha una propria identità, tanto che tra loro non vie è nessun punto di unione, se non il semplice fatto che indiscutibilmente rappresentano il made in Italy, qualità, alta manifattura e di appartenere all’holding Prada Spa.

I brand che detiene il Gruppo Prada S.pa. sono :

  • Pasticceria Marchesi
  • Prada
  • Miu Miu
  • Car shoes
  • Church’s

In questo caso ogni Brand è posseduto da un’impresa.
Nota: per holding si intende una società finanziaria che detiene la maggioranza delle azioni e il controllo di un gruppo di imprese.

Logo pasticceria marchesi
Pasticceria Marchesi, proprietaria della marca Marchesi
Logo PRADA
Azienda di moda proprietaria della marca Prada
Logo Miu Miu
Azienda di moda proprietaria della marca Miu Miu
Logo Car Shoe
Azienda di calzature proprietaria della marca Car shoe
Logo Church's
Azienda inglese di calzature propietaria della marca Curch’s

Come anticipato il Brand rappresenta l’identità di un’azienda per tanto quest’ultima per essere riconosciuta deve avere necessariamente una chiara identità.

I pilastri chiave che costituiscono un’identità aziendale e quindi di un brand sono:

  1. Vision: Dichiarazione d’intenti dell’azienda, obbiettivo a lunghissimo termine dell’azienda, nasce e muore con l’azienda.
  2. Mission: Le strategie che un azienda adotta per realizzare la visione e possono subire cambiare a seconda dei trend di mercato,etc.
  3. Corporate value: Sono i valori che sono intrinsechi a quell’azienda, la giusta causa per la quale si muove, e possono essere implementati nel corso del tempo.

Si può valutare la forza di un brand tenendo conto di quattro elementi:

  1. La differenziazione (cosa lo distingue dagli altri);
  2. La rilevanza (in che modo soddisfa le necessità dei consumatori);
  3. La conoscenza (quanto i consumatori sanno del brand);
  4. L’autorevolezza (quanto i consumatori considerano e rispettano il brand).

Le aziende per aumentare il valore del proprio brand lavorano allo sviluppo di una corretta Brand equity.

Cosa racchiude una Brand Equity o equità di marca?

Schema di brand equity

Nella prospettiva dell’impresa, lo sviluppo del valore della marca è perseguibile mediante una accurata progettazione e gestione delle componenti (identificativa, valutativa e fiduciaria) che ne definiscono la struttura.

Per il consumatore la marca è un insieme di segni ai quali sono associati dei significati che si rafforzano attraverso l’esperienza maturata nel tempo, ed acquista valore in quanto utile nei processi di valutazione, scelta e consumo.

Nel panorama della Brand image si distinguono le diverse funzioni che il brand svolge.

  • Brand awareness che è datata da una % alta di consumatori che conoscono quella marca.
  • Brand reputation cheè data da una % di persone che associano una reputazione buona al brand.
  • Brand rilevance è la % di considerazione che i consumatori hanno quando hanno si intende acquistare una marca.
  • Brand energy è la % di consumatori che hanno una percezione del brand contemporanea in linea con la società attuale.
  • Brand Exestion è la capacità di una marca di svilupparsi su mercati diversi categorie di prodotto.

È importante avere un’immagine forte per adattarsi alle logiche promozionali dei competitor, comunicare il valore differenziale evidenziando il perché dovrebbero scegliere te. Dobbiamo ricordare che più il brand è presente nei diversi mercati più ha una brand image forte.

Cosa si intende per Personal Branding?

Questo capitolo nasce con l’intento di fare chiarezza sul termine branding e fornirvi delle informazioni basilari creazione del vostro personal branding.

Cosa si intende per Branding?

Il Branding è l’insieme delle attività operative e strategiche che riguardano la gestione e il consolidamento di una marca nel mercato e che contribuiscono alla differenziazione di un prodotto rispetto a quello dei competitor grazie ad azioni che vanno dalla creazione di segni distintivi come nome o logo alla produzione di brand content, ed è associato alla comunicazione di marketing di un azienda.

Il termine personal branding sta ad indicare l’insieme delle attività sopra citate che riguardano il brand di se stessi.

Come individui si possiede una propria identità che denota il proprio marchio personale.

Siamo abituati ad associare la parola brand ad un prodotto o servizio, ed invece spesso guardiamo ai grandi personaggi che hanno segnato la storia come dei mentori, selle persone a cui ispirarci. Ecco i grandi personaggi, hanno fatto grandi cose, ma hanno anche saputo gestire coerentemente alla propria identità i loro successi.

Facciamo un esempio.

Anna Wintour, Steve Jobs, Giorgio Armani, Elvis, la Regina Elisabetta cosa hanno in comune queste persone?

Sono diventate delle icone, per i loro successi ma sono facilmente identificabili per il loro intramontabile stile.

I loro look, sono studiati per comunicare ciò che sono, tanto da divenire iconici.

Non è più pensabile non avere una minima cura della propria immagine se si aspira ad avere successo, purtroppo l’abito fa il monaco, e come umani siamo predisposti al giudizio, ad associare per immagini.

Come vincere questa sfida?

Accettarsi per come si è, migliorarsi e chiedersi come vorrei che mi vedessero gli altri? Una domanda che non deve incarnare un’azione che va a mascherare il proprio essere ma bensì deve far scaturire l’azione di evidenziare chi si è mettendo in risalto le proprie caratteristiche.

Perché è importante fare un buon uso del personal branding?

Fare un buon uso del personal branding è fondamentale affinché chi vi circonda comprenda chi siete, e soprattutto e fondamentale per noi stessi per sentirci in equilibrio con i propri valori e i nostri desideri.

Il pensiero di costruire un marchio personale mette a disagio molte persone, tuttavia è un’evoluzione naturale. È fondamentale per vivere una vita pienamente vissuta.

Possano le tue scelte riflettere le tue speranze, non le tue paure

Nelson Mandela

Affinché questo avvenga è fondamentale impegnarsi a trovare la propria strada e sentirsi felici e realizzati, il che richiede continuità e un profondo lavoro su sé Stessi.

Gli step per la costruzione della propria marca

Iceberg

Spesso sappiamo che il successo viene associato ad un iceberg.

Il successo di un individuo non è necessariamente avere un a bella auto o poter viaggiare. Un individuo vince quando vive consapevolmente, sentendosi al comando del proprio destino coerentemente con i propri principi e valori.

Per tanto immaginiamo un iceberg, il 20% è ciò che il pubblico vede in superficie e comprende ad esempio il tuo modo di comunicare offline e online con le persone, mentre l’80% è ciò che è sotto la superficie e comprende ad esempio i tuoi valori, i tuoi sogni, la tua formazione e le tue esperienze.

Spesso sappiamo che il successo viene associato ad un iceberg.

Il successo di un individuo non è necessariamente avere un a bella auto o poter viaggiare. Un individuo vince quando vive consapevolmente, sentendosi al comando del proprio destino coerentemente con i propri principi e valori.

Per tanto immaginiamo un iceberg, il 20% è ciò che il pubblico vede in superficie e comprende ad esempio il tuo modo di comunicare offline e online con le persone, mentre l’80% è ciò che è sotto la superficie e comprende ad esempio i tuoi valori, i tuoi sogni, la tua formazione e le tue esperienze.

Dare forma al proprio marchio

Dare forma a ciò che sente di essere è un percorso intenso, il suggerimento è quello di analizzare le persone che noi stimiamo, che siano uniche e autentiche. Possiamo stimare un nostro amico, conoscete, famigliare, un personaggio noto.

Analizzare il profilo di questa persona farà si che arriveremo a porci delle domande.

  • Come si comporta quella persona in pubblico?
  • Perché sono attratto da quella persona?
  • Quali sono i suoi valori?
  • Quali sono le caratteristiche del suo profilo che sento vicino alle mie?
  • Cosa trovo unico in lui/ lei?
  • Dentro di te chi c’è?

Questo è il momento in cui dobbiamo riflettere su noi stessi, su come siamo arrivati dove siamo oggi e su cosa è in grado di motivarci nei prossimi anni.

il 1° step del processo di Personal Branding è scoprire i propri valori, con la consapevolezza che questi possano cambiare nel tempo.

Cosa si intende per valori?

valori sono delle convinzioni, profondamente radicate, dentro di noi. Da essi discernere il nostro giudizio su cosa riteniamo essere giusto e che ci piace, da cosa pensiamo essere sbagliato e che ci farà stare male.

Essi dunque, hanno un enorme impatto sulla nostra vitacondizionano a livello inconscio le scelte che prendiamo.

Creare una lista dei propri valori, cercare di comprendere come si vuole esser percepiti all’esterno e che impronta si vuol lasciare.

È un viaggio di ricerca, vi sono diversi strumenti che possono ispirarci, libri, film, viaggiare da soli.

Cercare di comprendere quali sono le attività più affini a noi, le cose che ci piacciono e quelle che siamo certi che non ci piacciono.

Comprendere quale sia la propria missione. non è facile. ma è fondamentale per comprendere quale vita vogliamo vivere.

Costruire un marchio personale prevede l’applicazione di passaggi che vengono utilizzati anche per la definizione di una marca.

L’uso quotidiano dei social lascia una traccia di noi nel web, per tanto quando decidiamo di costruire un marchio è necessario comprendere quale sia la nostra presenza online.

Prima di cominciare a costruire il proprio marchio è necessario conoscere la propria posizione nei risultati di ricerca. Cercate voi stessi sul web in modo da comprendere cosa vedono gli altri quando vi cercano.

In tal modo osserverete cosa racconta di voi il web e noterete se quanto detto è in linea con il vostro profilo professionale e personale.

Il consiglio è far in modo di eliminare tutti quegli elementi di disturbo che non riflettono la vostra personalità.

Siamo costantemente analizzati nel web, ed indipendentemente dal settore di riferimento o dallo status professionale il vostro personal branding influenza il vostro destino.

Eliminate tutto ciò che non si adatta alla propria visione personale.

Scoprire la propria Mission per costruire il proprio marchio.

La missione è quella forza che sentiamo dentro noi, che ci avvicina a scoprire cose nuove, è quel pensiero che ci guida nel compiere le scelte, è il perché ci muoviamo verso una determinata direzione.

Quando a guidarti è la tua missione, ogni fallimento viene visto in un’ottica diversa: è comunque un passo in avanti che ti ha permesso di capire cosa non vuoi o non funziona.

C’è una forza motrice più forte del vapore dell’elettricità e dell’energia atomica: la volontà!

Le domande che sono necessarie per fare chiarezza della definizione del proprio Brand sono:

  • Chi sei?
  • Cosa vi rende unici?
  • Quale sono i tuoi valori personali?
  • Quali sono i tuoi obbiettivi di vita?
  • Quali sono i tuoi punti di forza e di debolezza?
  • Quali sono le cose a cui non scenderesti mai a compromessi?
  • Quali sono le tue passioni?
  • In quali attività ti senti competente?
  • Quale valore potresti portare all’interno di un contesto?
  • In cosa sei bravo e non ti pesa la fatica che richiede diventare ancora più bravo?
  • Per cosa hai ottenuto riconoscimenti?
  • Quali sono i complimenti più frequenti che ti vengono fatti?

Rispondere a queste domande essendo onesti con sé stessi, non esistono risposte sbagliate!

I sogni, devono esser trasformati in progetti. I progetti si realizzano con un piano d’azione!

Sintesi di un brand
Uno schema che racchiude una sintesi del vostro brand

Scrivete una vostra biografia, esaltando i punti salienti che hanno segnato la vostra vita, professionale e non.

Creare la propria storia da raccontare per costruire un posizionamento sui diversi canali online.

È necessario costruire una presenza che rifletta il vostro brand personale, senza forzature, un piano costruito per voi, per comunicare chi siete.

Per fare ciò è necessario anche riflettere su chi possa essere il vostro target di riferimento, in quanto il vostro brand sarà fondamentale per lo sviluppo della vostra professione.

Le domande da porsi sono:

  • Chi è il vostro target di riferimento?
  • A quali contenuti sono interessati?
  • Mediante quali canali potete raggiungerli?

Rispondere a queste domande per comprendere quali sono le persone a cui volete rivolgervi e dove è necessario posizionarsi affinché possiate raggiungere il vostro pubblico.

Per far sì che venga messo in atto il processo di branding è necessario costruirsi un posizionamento off-line e online.

Nell’ off-line il consiglio è quello di presidiare gli eventi in cui pensiate che possa esservi il vostro target di riferimento, creare occasioni d’incontro per ampliare la propria rete di contatti.

Nell’ on-line il consiglio è quello di presidiare i social più utilizzati dal vostro target agevolandovi nella creazione di un piano editoriale, ovvero un piano di contenuti da poter affrontare così da non sentirvi persi.

Creare uno storytelling su di voi, con l’intento di creare un giusto posizionamento unico affinché le persone arrivino ad deificarvi come si vuole.

Bisogna creare un proprio modo di comunicare, presidiare i canali social che il vostro target di riferimento utilizza maggiormente.

Le principali aree da considerare sono:

  1. Social media tra cui Linkedin, Instagram, Facebook, Twitter, Pinterest, YouTube
  2. Ottimizzazione del profilo start2impact
  3. Sito Web / Blog
  4. SEO

Per quanto riguarda i Social Media, ognuno ha un suo linguaggio e ci sono tante guide gratuite per imparare a sfruttarli al meglio.

Consigliamo di seguire i vostri personaggi di riferimento e vedere che utilizzo fanno dei social media .

In generale il focus dovrebbe essere sempre quello di:

Crea il tuo storytelling, ispirare attraverso la propria storia o quella di persone che condividono i nostri valori e/o la nostra missione e che sono riusciti a superare difficoltà informare con contenuti utili per il pubblico che vogliamo coinvolgere intrattenere con il nostro personale punto di vista.

È molto importante scegliere immagine e bio dei tuoi profili in modo da trasmettere la tua unicità e cercando di avere una consistenza sui vari canali.

Per far sì che venga messo in atto il processo di branding è necessario costruirsi un posizionamento off-line e online.

Nell’ off-line il consiglio è quello di presidiare gli eventi in cui pensiate che possa esservi il vostro target di riferimento, creare occasioni d’incontro per ampliare la propria rete di contatti.

Nell’ on-line il consiglio è quello di presidiare i social più utilizzati dal vostro target agevolandovi nella creazione di un piano editoriale, ovvero un piano di contenuti da poter affrontare così da non sentirvi persi.

Creare uno storytelling su di voi, con l’intento di creare un giusto posizionamento unico affinché le persone arrivino ad deificarvi come si vuole.

Bisogna creare un proprio modo di comunicare, presidiare i canali social che il vostro target di riferimento utilizza maggiormente.

Le principali aree da considerare sono:

  1. Social media tra cui Linkedin, Instagram, Facebook, Twitter, Pinterest, YouTube
  2. Ottimizzazione del profilo start2impact
  3. Sito Web / Blog
  4. SEO

Per quanto riguarda i Social Media, ognuno ha un suo linguaggio e ci sono tante guide gratuite per imparare a sfruttarli al meglio.

Consigliamo di seguire i vostri personaggi di riferimento e vedere che utilizzo fanno dei social media.

In generale il focus dovrebbe essere sempre quello di:

Crea il tuo storytelling, ispirare attraverso la propria storia o quella di persone che condividono i nostri valori e/o la nostra missione e che sono riusciti a superare difficoltà informare con contenuti utili per il pubblico che vogliamo coinvolgere intrattenere con il nostro personale punto di vista.

È molto importante scegliere immagine e bio dei tuoi profili in modo da trasmettere la tua unicità e cercando di avere una consistenza sui vari canali.

11 passaggi per creare un brand

Comunicare una marca, facciamo chiarezza

Ogni tipo di comunicazione prevede lo scambio di un messaggio tra un emittente e un ricevente e il ricorso a un sistema di codifica e decodifica che permette di esprimere e interpretare il messaggio.

Quali sono i processi che vengono attuati all’interno della comunicazione?

  1. Associare ad una esperienza vissuta.
  2. Il processo di comunicazione si deve sviluppare sul piano del contenuto e sul piano della relazione che si ha con il committente.
  3. In qualsiasi processo di comunicazione è la punteggiatura a determinare i legami logici fra le diverse sequenze comunicative e a determinare i rapporti di causa ed effetto.
  4. Qualsiasi processo di comunicazione ha bisogno di un filtro di espressione analogico o digitale. La lingua ha delle logiche digitali perché contiene in se delle regole per essere decodificate, soggetto predicato e verbo. Quindi deve obbligatoriamente basarsi su delle regole rispetto la comunicazione non verbale. Verbale è di natura digitale la non verbale e di natura analogica.
  5. La comunicazione per immagini è di natura analogica perché viene codificata per associazioni convenzionali.
  6. La comunicazione può esser ei natura simmetrica quando siamo tutti allo stesso livello gerarchico, la comunicazione + asimmetrica quando ci sono diversi livelli di gerarchia, top down e up down.
  7. La comunicazione para complementare.

Comunicare un brand equivale a fare comunicazione d’impresa?

Facciamo chiarezza sulle diverse tipologie di comunicazione che riguardano l’impresa.

Quando si parla di comunicazione aziendale si fa riferimento ad un insieme di contenuti che vengono usati per fini di raggiungimento di obbiettivi come ad esempio la promozione di una determinata immagine. I contenuti possono informare ed influenzare nelle scelta di acquisto o far crescere la Brand awareness , che non ha un obbiettivo prettamente commerciale.

COMUNICAZIONE ISTITUZIONALE

Rivolta agli Stakeholders ha contenuti che riguardano l’operato dell’azienda e porta miglioramento del rapporto fra loro e l’azienda.

La comunicazione istituzionale non ha fini commerciali ma di informare pubblici diversi, info che ci aiutano nella gestione politica della società.

Il pubblico della comunicazione d’impresa:

  1. Pubblico interno: comunicare con il pubblico interno fa leva sulla performance dei lavoratori che sono più coinvolti.
  2. Pubblico esterno: i clienti, non i consumatori, il cliente e chi compra un servizio/prodotto di una determinata marca tipo il negozio è un cliente commerciale, ma non ne usufruisce. Il consumatore e chi usufruisce del servizio /prodotto per se stesso. Il consumatore potenziale rientra nel target ma non ha mai utilizzato il prodotto.
  3. Stakeholders: portatori di interesse che possono supportare l’azienda nello sviluppo, gestione organizzativa dell’azienda, tipo gli azionisti, i mezzi di comunicazione, l’associazione di categoria etc…Contenuti di comunicazione di impresa prettamente rivolti a loro contengono messaggi di scelte politiche aziendali.

COMUNICAZIONE FINANZIARIA

Rivolta ai capitalisti, investitori, azionisti contiene info sul valore azionario, quota di mercato che un’azienda possiede, bilanci, fatturati etc.

COMUNICAZIONE DI MARKETING

Finalizzata a promuovere la commercializzazione del prodotto, creare un’identità di posizionamento del brand e finalizzata a mantenere un’immagine nel medio lungo periodo.

Il marketing serve a fidelizzare il consumatore, non vuole vender prodotti, ma creare rapporti duratori fra la marca ed il consumatore basato sulla fiducia, fedeltà e garanzia.

Il Branding è l’insieme delle attività operative e strategiche che riguardano la gestione e il consolidamento di una marca nel mercato e che contribuiscono alla differenziazione di un prodotto rispetto a quello dei competitor grazie ad azioni che vanno dalla creazione di segni distintivi come nome o logo alla produzione di brand content, ed è associato alla comunicazione di marketing di un’azienda.

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Domande frequenti

La tessera socio è solo digitale e viene rilasciata previo versamento di una quota associativa su base annuale. Questa quota è stabilita di anno in anno dal consiglio direttivo di Vesti la natura. 

Tale categoria di Associati, dato il carattere puramente occasionale del rapporto Associativo, quale ad esempio la partecipazione ad un singolo corso, non hanno diritto all’elettorato. Gli Associati appartenenti a tale categoria sono iscritti nell’apposito libro “soci sostenitori”.

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Si ottiene anche un report completo e personalizzato sull’attività dell’associato, che consiste in un file PDF di 10 pagine testuali dove scriveremo spunti e consigli legati soprattutto al marketing online e/o ad altri argomenti richiesti esplicitamente dall’associato.

Valuteremo la presenza online del business dell’associato: a livello comunicativo, visivo, strategico. Proporremo soluzioni alternative o miglioramenti, strategie di B2B o B2C e molto altro.

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Possono essere portate a detrazione o deduzione le sole erogazioni liberali di cui l’art. 15 e 100 del TUIR se liquidate verso le APS iscritte nei registri e nei metodi previsti dalla normativa.

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